L'ARTE DELL'ORNAMENTO - MONILI E GIOIELLI - VIAGGIO NEL TEMPO - 1.4 Dalla caduta dell’impero romano - ( l'arte bizantina ed i mosaici in oro, il medio Evo e il periodo Gotico con le nuove influnze portate dai mercanti )
L'ARTE DELL'ORNAMENTO- Monili e Gioielli-anno 2018
DALLA MIA TESI DI LAUREA AA 2017/ 2018
PRESSO ACCADEMIA DI BELLE ARTI MICHELANGELO AG
1.4 Dalla caduta dell’impero romano
-
( l'arte bizantina ed i mosaici in oro, il medio Evo e il periodo
Gotico con le nuove influnze portate dai mercanti )
(TECNICHE: realizzazione delle tessere
per i mosaici, opus interassile, cloisonné, lo sbalzo di provenienza
romana, la smaltatura chemplevè, e il basse taille)
Le mode cambiavano e la sobrietà o la ricchezza degli ornamenti si
alternavano seguendo l’evoluzione delle civiltà.
Cambiavano così anche gli
stili che avevano caratterizzato quel popolo in quel preciso momento della
storia.
Il Medioevo
Con l’avvicinarsi della fine dell’impero romano, i nuovi influssi provenienti
dall’Oriente, con Bisanzio nuova guida imperiale, cambiano radicalmente
l’atteggiamento del patriziato nei confronti dei gioielli.
Il nuovo concetto di
ostentazione lussuosa prende a poco a poco piede.
Ma l’uso dei materiali preziosi non trova successo solamente nell’impiego
dell’oreficeria, anche nella realizzazione delle tessere dei mosaici, di cui i
bizantini possono definirsi massimi esponenti.
Utilizzano l’oro per i fondali dei mosaici: il più alto esempio è sicuramente il
mosaico di S.Vitale a Ravenna, commissionato nel 500 dal vescovo di
Ravenna, con i ritratti di imperatori d’oriente, Giustiniano e Teodora
adornata di perle.
Qui troviamo elementi dell’arte bizantina, iperdecorativismo dei dettagli,
gioielli abiti con fascia verticale che si trovano per molto tempo in occidente.
Con le invasioni barbariche, arrivano i visigoti, ostrogoti, prendono potere nel nord- centro Italia sopratutto, ma la popolazione che più inciderà sulle forme artistiche e sono più avanti nelle arti e artigianato, è quella dei longobardi, che avevano una tradizione di oreficeria metallurgica molto ricca e portano immagini e decori molto schematizzati che non appartengono alla tradizione orientale.
Tra le tecniche usate: opus interassile (ovvero il traforo della lamina d’oro), la tecnica cloisonné usata in antichità dagli egiziani, lo sbalzo di provenienza romana, la smaltatura chemplevè, e il basse taille, nel quale lo smalto viene colorato in più strati.
Tra le loro produzioni di alta oreficeria, corone, arredi liturgici e soprattutto le famose fibbie dei longobardi con decori geometrici e naturalistici stilizzati.
La tecnica del Cloisonnè e Chemplevè (differenze)
La tecnica del Cloisonnè trattata nel capitolo "1.3 - Inizia l’età dell’oro - Egitto", è una smaltatura di tipo "additivo" di materia smalto su metallo, e non è quindi da confondere con la decorazione a smalto chiamata Chemplevè che, come dice letteralmente lo stesso nome francese (campo levato) è invece “sottrattiva”.
dall'enciclopedia treccani.it
Cloisonné: Tecnica della decorazione a smalto. Consiste nel creare, mediante sottili nastri d'oro, argento o rame, saldati al metallo di fondo, compartimenti ( cloisons) da riempire con materiale vetrificabile.
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| Cloisonnè: immagine da: da Wilipedia: Fibula a forma d’acquila, tipica dell’arte barbarica- dal tesoro di Domagnano a S.Marino-del V-VI secolo appartenuti a una principessa o una dama gota |
dall'enciclopedia treccani.it
Champlevé: tecnica decorativa dello smalto. Consiste nel deporre lo smalto entro cavità (alveoli) ottenute sulla lamina di metallo con i processi di lavorazione abituali (fusione, cesello, incisione). Originariamente usato come imitazione del più costoso cloisonné, fu portato ad alti livelli nel 12° secIn quest'ultima tecnica infatti, il procedimento iniziale è simile al primo, ma gli alveoli dove alloggia lo smalto non vengono aggiunti, bensì levigati a mano e quindi rifiniti.
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| Champlevè: immagine da Wilipedia: Splendida armilla “monsana”caratteristica dei paesi bassi, del XII secolo, un poco danneggiata, così da mostrare gli alveoli intagliati per lo smalto. |
La tecnica del Basse-taille
La tecnica “basse-taille” (o smalto traslucido su bassorilievo) è apparsa per la prima volta nel XIII secolo.
Il calice realizzato per Papa Niccolò IV (1288- 1292) dall’orafo senese Guccio di Mannaia è il primo esempio conosciuto di utilizzo di questa tecnica e precede di circa trent’anni la sua diffusione in Francia.
Si tratta a tutti gli effetti di un’evoluzione del Champlevé ma, a differenza di quest’ultimo, si usa soprattutto per la decorazione su oro o argento con incisione o a sbalzo.
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| Basse taille: immagini da assisioggi.it: Il calice realizzato per Papa Niccolò IV (1288- 1292) dall’orafo senese Guccio diMannaia |
Questa tecnica, consiste nella realizzazione di un bassorilievo cesellato in cui si stendono gli smalti traslucidi (trasparenti leggermente colorati), che si applicano e cuociono in più fasi per dare all’opera sfumature, profondità ed effetti chiaroscuro, aumentando la luminosità del metallo prezioso.
da Wikipedia:
La Basse-taille è una tecnica di produzione dello smalto vitreo con la quale l'artista crea un motivo a bassorilievo su metallo, di solito argento o oro, con incisione o a sbalzo. L'intero disegno è creato in modo tale che il suo punto più alto sia inferiore al metallo circostante.
La tecnica dell’ opus interrasile
Consiste nel lavorare a traforo una lamina d’oro, e unisce le parole latine opus = opera e interrasile = lavorato a traforo (dal verbo interradere = cesellare, traforare).
Il motivo decorativo o il disegno sono formati dai “vuoti” della struttura, che vengono ad assumere un ruolo simile a quello che ha la pausa nella generazione del ritmo musicale.
Tra il 1200 e il 1300, cominciarono a delinearsi in Europa nuove realtà sociali
e nazionali.
L’egemonia dell’Impero e del Papato che aveva dominato la
scena sociale e politica iniziò a perdere il proprio potere.
All’inizio del 1300, il commercio e l’ industria mutarono notevolmente
l’aspetto e il modo di vivere della società.
Sulle rive dei mari europei si
innalzarono nuove città, creando nuovi porti che aumentarono gli
scambi commerciali.
Tanti commercianti presero il mare per importanti scambi commerciali, e
quelli più audaci cercarono, organizzando spedizioni per il Levante o l’Africa,
epiche avventure.
In Italia, la spedizione più nota è quella dei mercanti veneziani Matteo,
Niccolò e Marco Polo, le cui esperienze vengono narrate da Marco al ritorno
dalla Cina, nel libro "il Milione".
La gioielleria fu uno dei campi nei quali fu più evidente il divario tra le
ricchezze possedute dalle persone.
In questo periodo infatti cominciarono ad essere redatte leggi che
consentivano l’uso dei gioielli solo ad alcune classi sociali.
Ad esempio, l’ Ordinanza di San Luigi (1214-70), stabiliva che le donne non
potevano indossare un diamante, nemmeno se principesse o regine, poiché
l’unica donna degna era la "Santa Vergine”.
I gioielli del periodo gotico ripresero l’architettura dell’epoca, caratterizzata
da un forti rapporti geometrici matematici, gli stessi alla base del Cosmo,
ritenuti di origine divina, le strutture vennero interpretate come massima
espressione del Cattolicesimo.
Si ritrovano nell’oreficeria quindi forme appuntite, motivi e linee essenziali,
caratterizzati da un’eleganza formale, oltre a imitazioni di guglie, pinnacoli,
statuette e ampi trafori.
Bottoni, ricami in oro, perle e pietre preziose orneranno le vesti femminili e
grosse cinture a borchie quelle maschili; foglie d’oro verranno inserite anche
nei Libri d’Ore e in altri fulgidi esempi di libri miniati.
I monaci svolgono un ruolo rilevante nella produzione artistica.
Sono
specializzati nella trascrizione manuale di testi antichi e illustrano le pagine
con scene e figure che aiutano la comprensione dei testi.
Dall'uso di scrivere
le iniziali delle parole con il minio (in latino minium), minerale di colore rosso,
questi piccoli capolavori sono detti miniature.
Nel “ gotico internazionale“ si abbraccia un arco di tempo che va dal 1300
fino alla prima metà del 1400, questa corrente artistica non è radicata in un
solo paese oppure in una specifica tradizione ma è caratterizzata da una vasta
e capillare diffusione in tutta Europa.
L’arte figurativa e scultorea appartenenti al gotico
internazionale presentano caratteri di forte laicità e d’evasione dalla
realtà.
La pittura e la scultura dunque, diversamente dalle cattedrali gotiche, non
mirano più al rapporto diretto con Dio ma all’evasione verso un fascinoso
mondo di fiaba, popolato da raffinatissime donne, valorosi guerrieri,
splendidi giardini, uomini a cavallo i quali costituiscono gli elementi
essenziali anche del romanzo cavalleresco del duecento, i temi sono anche di
tipo fiabesco.
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| Castello della Manta: Particolare affresco-la fonte della giovinezza |














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